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TRE TERZI…perchè TRE TERZI…perchè 3/3 in matematica è uguale a 1.

 

“Nella musica ricerchiamo energia” (Tre Terzi).

 

Tre Terzi Band

I Tre Terzi nascono a Palermo nel 2009, dall’amicizia ultradecennale del dittico Claudio Terzo-Ferdinando Moncada alle chitarre, condotto ad algebrico completamento da Nicola Liuzzo alla batteria. il gruppo si accorda sabato dopo sabato in chiave acustica minimale presso il pub Patapalo, formalmente conosciuto come Ignazio, ma nel giro di pochi mesi, con un primo manipolo di affezionati alle spalle, diventa tempo di allargare gli orizzonti. Era il periodo in cui alcuni locali del centro storico cominciavano timidamente ad aprire le porte alla musica dal vivo, diffondendo un rinnovamento della cultura live di cui i Tre Terzi sarebbero presto diventati i capostipiti. Ristorante Gagini, Jazz’n Chocolate, Cavù, il gruppo attira una schiera crescente di ammiratori, passando, quando serve, dall’acustico all’elettrico, come al Reloy, Birimbao, Ricovero, Atelier. Ai tre si unisce l’inseparabile quarto/terzo Diego Tarantino, al basso, oltre a un nugolo di musicisti satellite come il polistrumentista Ugo Perricone, o i sassofonisti Michele Mazzola e Claudio Giambruno. Il fenomeno Tre Terzi dilaga a macchia d’olio per tutta la città, buona parte della Sicilia, fino a Lampedusa, dove nell’estate del 2012, il gruppo trascorre una no-stop di tre settimane, decisiva per la loro carriera.

Con un repertorio che spazia dal Rhythm and Blues, al rock anni ’70, con influenze fusion e ampio spazio all’improvvisazione, è difficile richiamare alla memoria del panorama musicale palermitano una band di sole cover rimasta così saldamente sulla cresta dell’onda per un così lungo periodo di tempo. Ed è legittimo domandarsi un come mai, o tentare di spiegarne i motivi, e in effetti ci proveremo, coscienti però che le ragioni di questo tipo di successo sono spesso da ricercare nei misteri delle alchimie emotive, in quelle imperscrutabili scintille capaci di generare una forza superiore alla somma delle parti e accendere le fiamme di una miccia oltre i confini dell’incendio. Onde e fuochi, appunto, proprio come le notturne spiagge estive di Scopello, dove Claudio e Ferdinando, davanti al mare, un falò, e uno sparuto pubblico di amici, riscuotevano i primi naturali successi. E forse il segreto potrebbe nascondersi proprio lì, nella naturalezza. Ma procediamo con ordine:

Il talento: i Tre Terzi sono musicisti d’eccezione. Poco da dire. Viscerali e appassionati. E questa, vuoi o non vuoi, è condizione necessaria e sufficiente alla riuscita di un progetto musicale. Possono anche essere tanti i gruppi dotati di qualità perfino superiore, o almeno equivalente o comunque confrontabile alla loro, eppure in pochi, ad oggi, riescono ad avere la stessa forza di persuasione e capacità di coinvolgimento. Quindi il talento, sì, ma deve esserci dell’altro.

Tre Terzi Black and White Picture

La costanza: i Tre Terzi suonano sempre. Senza nulla togliere alle fatiche di un qualsiasi altro mestiere, sia esso fisico o d’ingegno, l’urto di quattro o cinque e più serate a settimana sopra un palco necessita della solidità e della coesione che solo la vera passione è in grado di fornire. Ma anche la passione si sa, non sempre risulta sufficiente.

L’adattabilità:I Tre Terzi suonano ovunque. Si tratti dell’immancabile Palab o del raffinato Kalhesa, di un matrimonio da sogno o del verace Jackass, del suggestivo Montevergini o del peggiore bar di Caracas, loro ci sono, si sintonizzano con l’ambiente circostante e riproducono il sound più affine al contesto e alle esigenze del pubblico. E no, non si tratta di facili piacionerie, perché in ognuna delle loro sfumature restano sempre fedeli a se stessi.

La naturalezza, dicevamo, o meglio, la natura: I Tre Terzi sembrano infatti ricondurre inesorabilmente a quello spirito furente che anima il regno della natura. Nicola Liuzzo, solido e roccioso, è il rock, è la terra, che si muove a terremoto. Il blueseggiante Ferdinando Moncada, liquido, fluido, fluente, è acqua, maremoto. Diego Tarantino, affermato jazzista, aria calda e calma, è vento di zefiro. Il cantautorale Claudio Terzo è energia rovente, le fiamme scoppiettanti dell’incendio. E cos’è altro è l’arte, se non un riflesso della natura? Una relazione primordiale con le logiche irrazionali della propria intimità.

Articolo redatto dallo scrittore, giornalista ed editore per “Urban Apnea”  Dario Russo

 


 

La Band

 

CLAUDIO TERZO         Claudio Terzo:

Voce, chitarre elettriche ed acustiche, Ukulele

 

 

 

 

 

FERDINANDO MONCADA                                                       Ferdinando Moncada:

  Voce, chitarre acustiche  ed elettriche, armonica,  banjo

 

 

 

 

 

NICOLA LIUZZONicola Liuzzo:

 Voce e batteria

 

 

 

 

 

 Diego Tarantino:

Voce, basso, contrabbasso, flicorno

 

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